Assemblea generale della SVI: Olivia Schubert (FUEN): I diritti delle minoranze non devono dipendere dal clima politico
La presidente della FUEN Olivia Schubert parla all’Assemblea generale dell’SVI
La presidente della FUEN, Olivia Schubert, ha affermato nel suo intervento all’assemblea dell’SVI di sperare che il contesto geopolitico non peggiori ulteriormente e che non si aggiungano altre crisi alle tante già latenti, poiché in tempi di crisi i politici tendono fortemente a concentrarsi sulle questioni relative alle minoranze dal punto di vista della sicurezza, piuttosto che come questione fondamentale dei diritti umani. In tali periodi, spesso vengono messi in discussione anche i diritti linguistici in nome dell’unità nazionale.
«Dobbiamo trovare risposte univoche a tutto ciò», ha affermato Schubert. Ha chiesto che la Commissione europea istituisca un punto di contatto istituzionale per le minoranze nazionali d’Europa. Le narrazioni populiste devono essere contrastate con i fatti. Poiché l’UE esita ad affrontare le questioni relative alle minoranze, le minoranze europee dovrebbero collaborare maggiormente con le Nazioni Unite e il Consiglio d’Europa per creare e rafforzare i meccanismi di tutela giuridica.
Il fatto che l’iniziativa “Minority SafePack” sia fallita non è una sconfitta, ma solo una battuta d’arresto, ha sottolineato Schubert. “La decisione della Commissione non può cancellare la rete di solidarietà che abbiamo costruito”, ha proseguito la presidente della FUEN, assicurando che gli obiettivi e le misure elencati nell’iniziativa saranno perseguiti con altri mezzi.
A tal fine, la FUEN conta fortemente sul sostegno dell’Alto Adige. La FUEN ha potuto fare affidamento su di esso anche in passato, ha sottolineato Schubert, riferendosi alla lunga serie di presidenti e vicepresidenti altoatesini nella storia della FUEN.
Ha ringraziato in particolare Christoph Pan, per molti anni direttore scientifico dell’Istituto per le minoranze etniche e presidente onorario dell’SVI. Ad esempio, dopo la svolta del 1989/90, egli ha messo a disposizione il suo vasto sapere e il suo bagaglio di esperienze nella costruzione dell’autogoverno regionale dei tedeschi d’Ungheria, chiamati anche Svevi del Danubio.